Auto

Cambio manuale, dieci anni dopo: ecco perché Motor1 torna a difenderlo — la rivoluzione che nessuno si aspettava

Motor1.com Italia torna a difendere il cambio manuale nel 2026 con una nuova campagna. Scopri perché il manuale rimane rilevante oggi.

Cambio manuale, dieci anni dopo: perché Motor1 torna a difenderlo
Immagine generata con AI

A dieci anni esatti dal primo manifesto, Motor1.com Italia ha rilasciato il 18 ottobre 2026 il video Save The Manuals 2026 – 10 anni dopo, un progetto che riapre — e rilancia — una delle battaglie più sentite nel mondo automotive: quella per la sopravvivenza del cambio manuale. Non è nostalgia fine a se stessa. È la risposta a un mercato che, nel giro di un decennio, ha trasformato quello che sembrava un problema di nicchia — il manuale che spariva dalle sportive — in una tendenza molto più ampia e difficile da ignorare.

Dieci anni fa, una campagna nata per difendere il cambio manuale nelle sportive

Era il 2016 quando il team di Motor1.com Italia lanciò per la prima volta il manifesto Save The Manuals. Il contesto era preciso: le auto sportive stavano abbandonando il terzo pedale a ritmo accelerato, inseguite da doppia frizione, convertitori di coppia e cambi robotizzati sempre più veloci e precisi. La domanda che animava quella campagna era semplice ma scomoda — vale davvero la pena sacrificare il coinvolgimento del guidatore sull’altare dei decimi di secondo?

All’epoca sembrava una battaglia circoscritta al segmento sportivo. Le berline familiari, i SUV, i furgoni — tutti avevano ancora il cambio manuale come opzione standard o addirittura come unica scelta. La preoccupazione era reale ma, in qualche modo, gestibile. Poi è arrivato il decennio dell’elettrificazione e della digitalizzazione, e il quadro è cambiato radicalmente.

Nel 2026 la minaccia è ovunque, non solo nelle sportive

Il punto più rilevante del rilancio 2026 non è sentimentale: è strutturale. Come sottolinea la stessa campagna di Motor1.com Italia, il cambio manuale sta scomparendo non più solo dalle auto sportive, ma anche dai veicoli utilitari. Questo cambia completamente la portata del problema.

→ Leggi anche: Ferrari 12Cilindri Manuale: il cambio manuale torna su una supercar V12 — da capogiro la mossa di Maranello

L’elettrificazione, per sua natura, elimina la frizione — un motore elettrico non ha bisogno di un cambio tradizionale. Ma anche le piattaforme ibride e i motori termici di nuova generazione vengono sempre più spesso abbinati a trasmissioni automatiche, per ragioni di efficienza nei cicli di omologazione, semplicità d’uso e integrazione con i sistemi ADAS. Il risultato pratico è che, oggi, trovare un’auto nuova con il cambio manuale — anche in segmenti storicamente legati a quella soluzione — richiede uno sforzo di ricerca che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato assurdo.

La digitalizzazione aggiunge un ulteriore strato: le auto moderne sono sempre più gestite da centraline, software e algoritmi che ottimizzano ogni variabile della guida. In questo scenario, il cambio manuale — con la sua richiesta di intervento attivo, fisico e consapevole da parte del conducente — diventa quasi un elemento di resistenza culturale, oltre che tecnica.

Il progetto: chi c’è dietro e come si articola

Il video Save The Manuals 2026 – 10 anni dopo è stato pubblicato domenica 18 ottobre 2026 alle 12:00 sui canali YouTube e Motor1.com Italia. Il progetto è guidato da Lorenzo Curatti, Direttore di Motor1.com Italia, con la partecipazione di Flavio Atzori, Francesco Meneghini, Giuliano Daniele e Andrea Farina.

Il ritorno più atteso è però quello di Davide Cironi, che torna con un cameo a dieci anni di distanza dalla campagna originale. Cironi è una delle voci più riconoscibili del giornalismo automotive italiano, e la sua presenza non è decorativa: rappresenta una continuità narrativa tra il manifesto del 2016 e quello del 2026, un filo che tiene insieme due momenti molto diversi dell’industria dell’auto.

→ Leggi anche: Ferrari 12Cilindri Manuale: ecco come il cambio manuale evolve con la doppia frizione — da capogiro

Il trailer era stato pubblicato già il 15 ottobre 2026, creando attesa attorno al progetto e inquadrando subito il tema: non un semplice anniversario, ma una riflessione aggiornata su dove siamo arrivati — e su cosa rischiamo di perdere definitivamente.

Perché una campagna mediatica sul cambio manuale ha ancora senso

La domanda legittima è: nel 2026, con l’elettrico che avanza e i costruttori che tagliano varianti su varianti, ha ancora senso parlare di cambio manuale come di qualcosa da salvare? La risposta di Motor1.com Italia è evidentemente sì — e il ragionamento ha una sua solidità.

Campagne come Save The Manuals non cambiano le strategie industriali dei grandi costruttori. Non convincono Volkswagen o Stellantis a mantenere la terza marcia nei loro listini se i numeri di vendita non lo giustificano. Quello che fanno, però, è mantenere viva una conversazione — tra appassionati, tra giornalisti, tra chi compra auto — su cosa significa guidare e non solo essere trasportati. È una distinzione che, man mano che l’automazione avanza, diventa sempre meno ovvia e sempre più importante da articolare.

Il fatto che Motor1.com Italia abbia scelto di tornare su questo tema con un progetto strutturato, a dieci anni di distanza, dice qualcosa anche sulla persistenza dell’interesse: il cambio manuale è diventato, nel frattempo, quasi un oggetto di culto per una fascia di automobilisti che lo cercano attivamente, disposti a rinunciare a comfort e tecnologie pur di avere quel collegamento diretto tra mano, piede e motore. Se nel 2016 era una battaglia di retroguardia, nel 2026 è diventata qualcosa di più simile a una scelta consapevole — e rara.

Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Motor1.com Italia, dove la campagna continua ad alimentare un dibattito che, a giudicare dalla risposta del pubblico, non sembra destinato a spegnersi tanto presto.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×