Drive to survive 2: ecco cosa ci aspetta

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Chi ha visto la prima stagione di Drive to survive starà certamente aspettando il ritorno della serie-documentario sulla Formula 1, raccontata da Netflix. L’esperimento della prima stagione pare essere riuscito e la piattaforma di streaming è pronta a regalarci altre 9 puntate ad alta intensità, in uscita a poche settimane dal via del mondiale in Australia.

La novità più attesa è certamente il debutto nella serie delle due protagoniste, Mercedes e Ferrari, estromesse nel 2018. Una grave mancanza del primo capitolo? Forse. Ma sicuramente è stata un’ottima occasione per far emergere altri interessanti protagonisti.

A passare in secondo piano potrebbe essere il team Haas, che nella prima stagione ha recitato un ruolo da protagonista: non un caso forse, vista la nazionalità americana sia del team che di Netflix.
Nel corso delle dieci puntate sulla stagione 2018, seppur si senta la mancanza della sfida per il mondiale tra Hamilton e Vettel, le storie degli altri team catturano l’attenzione e coinvolgono lo spettatore, aiutandolo a scoprire una Fomula 1 diversa e più profonda, in cui lo spettacolo non è solo in pista ma spesso si nasconde dove le telecamere della regia internazionale non arrivano.


Ma della mancanza delle due squadre protagoniste del 2018, in definitiva, è stata fatta di necessità virtù. Nessun dramma: in primis perché già Drive to survive 2 colmerà questo vuoto. In secondo luogo, perché la Formula 1 è, almeno numericamente, dominata da squadre che non hanno alle spalle mille dipendenti e 500 milioni di euro di budget.

Nella prima stagione, emergono molti interessanti “dietro le quinte” dei Gran Premi, relegando in secondo piano ciò che è avvenuto in pista essendo ben noto ai più.
Le tante difficoltà economiche di molte squadre vengono raccontate alle telecamere senza troppi giri di parole proprio dai loro uomini (e donne) chiave, che hanno combattuto, in questi anni, più per la sopravvivenza dei team che per i risultati in pista: da Claire Williams a VJ Mallya e Frédéric Vasseur.

Tuttavia, alcune situazioni appaiono parecchio romanzate ed artificiali, come il commento delle gare doppiato con eccessiva enfasi e il sound dei motori in parte modificato. Il tutto, chiaramente, per rendere il prodotto più accattivante al grande pubblico. Un risultato raggiunto, a giudicare dall’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia dell’arrivo della seconda stagione, anche se questi “adattamenti” hanno diviso gli appassionati più puristi.

La presenza di Mercedes e Ferrari potrebbe contribuire ad avvicinare ancor di più il pubblico senza ricorrere all’ausilio di artifizi cinematografici, ma non aspettiamoci sorprese: si tratta di un prodotto commerciale, una serie destinata al grande pubblico e non un fedele documentario sportivo. La curiosità però è tanta, soprattutto per scoprire come Netlix affronterà alcuni episodi chiave della stagione: dalla controversa penalità a Vettel in Canada, fino ai pazzi Gp di Germania e Brasile.
Adesso, non resta che attendere: anche se il finale lo conosciamo bene, siamo sicuri che la seconda stagione saprà ugualmente regalarci forti emozioni.

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