F1 | Frammenti di storia: Baghetti nella leggenda, re al debutto

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È il 1961: Enzo Ferrari è fermo, ormai da anni, nella decisione di non affidare più sue vetture a piloti italiani. Troppo freschi gli eventi che sconvolsero la Scuderia alla fine degli anni ‘50: in primis, la tragedia della Mille Miglia costata la vita ad Alfonso de Portago, al suo copilota e a nove spettatori, nonché le morti di Castellotti e Musso, segnarono profondamente il Commendatore, al pari degli attacchi dell’opinione pubblica sulle sue presunte responsabilità.

Una volta scagionato da tutte le accuse relative agli incidenti, Ferrari volle dare a un pilota italiano la possibilità di mettersi in gioco con una delle sue vetture, cercando al contempo una soluzione per non contraddire se stesso e la promessa di non far correre piloti italiani con le sue auto.

Così, affida una sua vettura alla Fisa (la Federazione italiana scuderie automobilistiche) che, a sua volta, ingaggia Giancarlo Baghetti, promettente venticinquenne milanese. Il giovane però, non ha mai corso in Formula 1 e in vista del debutto si cimenta in due gare non valevoli per il campionato. Baghetti stupisce tutti e le vince entrambe: prima il Gran Premio di Siracusa e poi quello di Napoli, presentandosi così a Reims per il Gran Premio di Francia con la quarta Ferrari.

Le qualifiche sono da sogno, ma solo per le altre tre Ferrari che monopolizzano la prima fila, mentre Baghetti è solo dodicesimo. In gara però, non mancano le sorprese: le tre Ferrari di testa fanno l’andatura, finché una per una non sono costrette al ritiro a causa di problemi tecnici. La Ferrari non ufficiale di Baghetti rimonta fino a raggiungere la testa della gara, ma alle spalle di Giancarlo ci sono le temibili Porsche; Bonnier lo passa e va in testa, prima di essere clamorosamente costretto al ritiro.

Torna leader l’italiano, che però nulla può contro gli attacchi dell’altra Porsche di Dan Gurney. Lo statunitense passa a condurre la gara e quando manca un giro alla fine, Baghetti sembra rassegnato ad accontentarsi del secondo posto, un risultato di tutto rispetto per un debuttante assoluto. Ma Giancarlo non demorde e attacca a modo suo, con l’irruenza e l’incoscienza del giovane rampante che non vuole accontentarsi: attende l’ultima curva e  preme sul piede destro per sfruttare i cavalli della vettura.

Mancano poche centinaia di metri al traguardo, la Ferrari si nasconde fino all’ultimo momento possibile dietro la Porsche, prende tutta la scia e la supera in volata pochi metri prima della bandiera a scacchi. Il distacco con Dan Gurney è solo di un decimo di secondo. Baghetti ce l’ha fatta, ha vinto il Gran Premio.

Una vittoria che passa alla storia: Giancarlo Baghetti è l’unico pilota ad aver vinto la gara del debutto in Formula 1, un record tuttora ineguagliato e, forse, ineguagliabile.

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