Jannik Sinner possiede una Ferrari 812 Competizione da 830 CV, un’Audi RS6 ABT Legacy Edition da 760 CV in edizione limitata a 200 esemplari e una Porsche 911 Carrera 4S: un garage da milioni con la firma del numero uno del mondo.
“Sono sempre stato patito delle automobili” — lo ha detto Jannik Sinner in un’intervista a Sky prima delle ultime ATP Finals di Torino, e il garage che si è costruito negli anni lo conferma senza bisogno di altre spiegazioni. Il numero uno del tennis mondiale, altoatesino di San Candido che ha vinto due Australian Open consecutivi, lo US Open 2024 e Wimbledon 2025, ha trasformato la propria passione per i motori in una collezione che vale svariati milioni di euro — tutta concentrata, con una certa autoironia, in soli due parcheggi a Monaco. Non è ostentazione: è la firma di qualcuno che sa esattamente cosa sceglie e perché.
Il no del manager a 18 anni: la lezione che Sinner non ha dimenticato
Quando ha fatto i primi soldi, Sinner voleva comprare una macchina specifica. Il suo manager Alex Vittur gli disse secco: “No! Tu questa non te la compri, perché hai 18 anni: dove vuoi andare?” Un freno tirato al momento giusto che Sinner cita ancora oggi con gratitudine: “Meno male che ho avuto e ho una persona del genere vicino a me, perché sennò diventa tutto troppo. Ora inizio a capire.” Quella risposta racconta già molto del personaggio: non il campione che esplode nel lusso al primo contratto importante, ma il ragazzo di San Candido che impara prima di spendere. Il lusso rimandato per non perdere la direzione — e quando è arrivato, è arrivato con precisione.
L’Audi RS6 ABT Legacy Edition: 760 cavalli e una delle 200 unità al mondo
In vista delle ultime Finals di Torino, Sinner aveva percorso la strada da Montecarlo nel relax che gli regalava il rombo profondo del suo V8 biturbo — nessun jet privato, nessuna scorta, solo lui e la sua Audi RS6 ABT Legacy Edition, una delle 200 unità numerate al mondo costruite dal preparatore tedesco ABT Sportsline.
Il prezzo base è di 250.000 euro, ma quella di Sinner, personalizzata in ogni dettaglio, vale considerevolmente di più. Il motore V8 biturbo eroga 760 cavalli e 980 Nm di coppia, con una velocità massima oltre i 300 km/h. Gli interventi ABT comprendono scarico sportivo, aerodinamica in fibra di carbonio, assetto ribassato e dettagli interni dedicati: un upgrade da oltre 100.000 euro, più 11.500 solo per l’installazione. È una belva travestita da familiare — e questo contrasto tra forma sobria e potenza esplosiva è una descrizione abbastanza accurata anche del suo proprietario in campo.
La Ferrari 812 Competizione: uno dei 599 esemplari al mondo, lavata a mano in Alto Adige
La Ferrari 812 Competizione nel garage di Sinner è uno dei soli 599 esemplari prodotti nella versione Aperta, riservata da Maranello a una ristretta élite di clienti selezionati personalmente dalla casa. Il motore è un V12 da 6,5 litri che eroga 830 CV, capace di spingere la vettura da 0 a 100 km/h in 2,85 secondi e di superare i 340 km/h. Un’auto esaurita al momento del lancio, pensata per collezionisti. Al prezzo di listino intorno ai 645.000 euro al lancio, oggi alcuni esemplari vengono scambiati per oltre 1,8 milioni di euro, con punte in asta tra i 2,3 e i 2,6 milioni: in meno di tre anni il valore si è più che triplicato.
Sinner era stato immortalato a pulire personalmente la sua Ferrari la scorsa estate in Alto Adige, dove vive la famiglia. Non è folklore, è coerenza: puoi avere 830 cavalli sotto il cofano e lavarti l’auto da solo. Per chi viene da San Candido, certe abitudini non cambiano con i Slam.

La Ferrari 812 Competizione di Jannik Sinner
La Porsche 911 Carrera 4S: l’ultima arrivata, l’auto “normale” del garage
L’ultima icona entrata nella collezione, su cui Sinner è stato recentemente immortalato al J Medical, è una Porsche 911 Carrera 4S da 480 CV e 308 km/h, con qualche optional a far lievitare i quasi 170.000 euro di listino. Definirla “normale” accanto alla Ferrari e all’Audi elaborata è relativo, ma dice qualcosa sul senso delle proporzioni del proprietario. Nel garage di Sinner convivono la rarità assoluta della Ferrari, la praticità elaborata dell’Audi e l’equilibrio iconico della Porsche: un gusto orientato verso le prestazioni reali, non verso la collezione fine a sé stessa. La 911 è una sportiva con sessantatré anni di storia, ancora oggi tra le più desiderate al mondo, capace di essere guidata ogni giorno senza rinunciare a nulla in termini di prestazioni. Esattamente il tipo di auto che sceglie chi le usa e non le espone.
La bocciatura alla patente della moto e la Porsche di Lego
Il garage di Sinner non finisce con le supercar reali. Nella sua collezione spunta anche una Porsche 911 RSR realizzata con i mattoncini Lego: non una supercar da guidare, ma un oggetto che racconta un lato diverso del campione, più leggero, giocoso e creativo — la stessa persona che in campo non sorride quasi mai, fuori dal campo conserva la capacità di divertirsi. E a completare il quadro, un dettaglio che strappa un sorriso: di recente Sinner è stato bocciato alla patente della moto. Il numero uno del mondo, padrone di una Ferrari da 830 CV, non ha passato l’esame per le due ruote. La velocità, evidentemente, è una questione di contesto.








