Le livree più strane mai viste

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Manca sempre meno all’inizio della nuova stagione, così, in attesa delle nuove monoposto, non resta che andare ad analizzare alcune delle livree più bizzarre della storia della Formula 1. E se il rosso opaco della Ferrari vi ha fatto storcere il naso, beh, forse questa carrellata di colorazioni strane non fa per voi.

 

BAR 01, 1999


La British American Tobacco sbarca in Formula 1 con l’intento di pubblicizzare i suoi due marchi, Lucky Strike e 555. L’idea è quella di realizzare livree differenti per le due vetture, una per ogni marchio. Ma quando era già tutto pronto per mettere in atto, la FIA però lo impedisce, facendo saltare i piani del team. La BAR non si scompone e risponde con stile: la livrea tra le due vetture diventa uguale ma viene divisa: la metà destra della monoposto con i color Lucky Strike, quella sinistra col blu della 555, unite dalla celeberrima cerniera. Forse non una grafica mozzafiato, ma è certamente entrata nella storia.

Hrt F111, 2011


La monoposto del team spagnolo non era certo ingegneristicamente all’avanguardia e per racimolare sponsor preziosi per la sopravvivenza della squadra, i designer ebbero carta bianca per disegnare una livrea attraente in grado di attrarli. Il risultato fu uno sfondo bianco, con aree rosse sparse qua e là e degli scacchi per dare l’idea di una vettura vincente e aggressiva (!). Sulle fiancate spicca la scritta “This could be you” (Questo puoi essere tu) in riferimento allo spazio vuoto, pronto per essere messo a disposizione di uno sponsor. Risultato? Nessun’azienda si fece avanti e la vettura ebbe un rendimento disastroso.

 

Honda RA107, 2007

Il costruttore giapponese fu precursore della causa ecologista e nel 2007 si presentò con una vettura per tre quarti coperta da una gigantesca immagine della terra e senza alcuno sponsor. Effetto particolare e a tratti imbarazzante da vedere in pista, proprio come le prestazioni. L’anno successivo, il tema “green” fu comunque presente, seppur con una livrea decisamente più sobria.

 

Force India VJM10, 2017


Abbandonati i colori della bandiera indiana, il team cambia totalmente colore adottando il rosa, un colore che nelle auto da corsa è piuttosto raro. Lo sponsor BWT firma un accordo che garantisce al team una copertura economica sostanziosa. Nonostante fosse giá avvenuta la presentazione ufficiale della vettura coi colori argento-nero, ben presto venne tutto colorato di rosa, per dare risalto al main sponsor.
Soprannominata “la pantera rosa“, la Force India attirò subito i curiosi e le simpatie di molti. Tra questi, anche il club calcistico del Palermo, che adotta il rosa come proprio colore sociale.

 

Ligier JS39, 1993


Forse la più strana tra le livree mai viste: inconfondibile ma di sicuro non memorabile. Chi fu l’ideatore di questo disegno quasi incomprensibile? Facile, è lo sponsor principale Gitanes, azienda di tabacchi francese. Non si può certo dire che l’impatto visivo tra questo mix di forme e colori sia dei migliori. Ma per fortuna questa livrea venne utilizzata solo per gli ultimi due appuntamenti del mondiale. Quando si dice, chiudere in bellezza…

 

Shadow DN9, 1979


Un leone avvolto tra le fiamme: è questa l’idea del main sponsor Samson. Peccato però, che i risultati in pista non furono all’altezza. Il leone in pista non faceva timore a nessuno, ma non si può certo dire che la vettura passasse inosservata. Ancora oggi è ricordata tra le livree più stravaganti mai viste.

 

Hesketh P308D, 1976


La bianca scuderia del Lord inglese, in quegli anni si distinse per molti aspetti, ma fino al 1976 la livrea della vettura non era tra questi.
Il bianco quasi totale, nella parte anteriore venne sostituito dall’immagine di una donna bionda che tiene in mano un prodotto della Rizla, famosa azienda produttrice di cartine per sigarette.
Una trovata pubblicitaria che però non ebbe effetti benefici sulla stagione del team, che si rivelò disastrosa. La livrea, seppur modificata, venne adottata anche nei due anni successivi, fino alla chiusura del team.

 

Red Bull RBR3, 2007 (GP di Gran Bretagna, Silverstone)


Il team di Dietrich Mateschitz non è nuovo a iniziative particolari e occasionali sulla propria carrozzeria. Nel 2007, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, il team sostituisce la classica livrea Red Bull con migliaia di piccole foto delle persone che hanno aderito ad una campagna benefica.
Della colorazione originale rimase ben poco e le migliaia di foto ebbero un impatto visivo notevole sulla carrozzeria. L’esperimento venne in parte ripetuto nel 2012, quando le minuscole immagini vennero solo sovrapposte alla livrea coi colori originali.

 

Ferrari F2001, 2001 (Gp d’Italia, Monza)


Decisamente diverso è il caso della Ferrari nel Gran Premio più atteso dell’anno, quello di Monza. La vettura si presentava quasi totalmente rossa e senza alcuno sponsor (tute di piloti e meccanici comprese) e un musetto interamente nero in segno di lutto.
Troppo forte il dolore per le tragedie dell’11 settembre, appena pochi giorni prima del Gp.
Un gesto particolare, decisamente più significativo degli ormai classici adesivi commemorativi sulla carrozzeria. Si tratta di un caso più unico che raro nella Formula 1 moderna, in cui uno stravolgimento della grafica sulla carrozzeria non sia dovuto a scelte puramente commerciali.

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