Se questo è un pilota

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Come nelle migliori delle favole, iniziamo con il “C’era una volta…” un biondino tedesco sempre sorridente, che fece conoscere il suo talento cristallino a Monza nel 2008 quando, in condizioni di bagnato estremo, riuscì a tirare fuori dal cilindro un’incredibile pole position e vittoria con la piccola Toro Rosso.

Sono passati 11 anni; quel ragazzo, all’epoca 21enne, oggi rappresenta uno dei volti principali della Formula Uno, si è sposato, ha tre figli e quattro titoli mondiali.

Una carriera ormai ultradecennale nel corso della quale ha avuto i classici alti e bassi ma alcune costanti: coraggio, adrenalina e cura dei dettagli.

Sebastian non è sui social (l’unico tra i piloti del circus), non ama mostrare la sua vita privata al punto che, il matrimonio con la compagna di sempre, Hanna, è rimasto segreto per settimane.

Vettel ama il motorsport, Vettel ama le corse e la loro storia, ma ancor di più ama la Ferrari, ama quel rosso che sognava fin da bambino.
Più volte ha accarezzato quel sogno, ancor più grande, di diventare campione con la tuta rossa.
Ci ha messo dedizione, pazienza e competenza.
È il suo sogno, è il sogno di tanti e non vuole sprecarlo.
E’ sempre mancato un qualcosa, per errori suoi o del team, ma lui è li perchè vuole quel titolo, lo vuole con la Rossa.

Sebastian Vettel è criticabile, come ogni persona e ogni cosa. Non va disprezzato nè odiato, va capito e, se lo si vuole, tifato.
È così, vuole vincere e rendere felice il popolo di fede ferrarista. Ama il podio di Monza, ama la passione e i colori Ferrari.

Come ogni campione, Sebastian soffre l’arrivo del giovane rampante, sicuro di sé e determinato.
Seb e Charles adesso hanno un obiettivo, lo stesso: riportare la Ferrari sul tetto del mondo.

Il 2020 può essere l’anno della svolta, per Vettel, per la Ferrari e anche per Leclerc, ma godiamoci la battaglia, non schieriamoci, perchè quando si tifa un team si è tutti sotto un unico colore. In questo caso, il Rosso.

A cura di F1 Talk

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