Sipario per gli anni ’10

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Ogni decennio ha la sua storia e i suoi protagonisti indelebili: gli anni ’50 con Juan Manuel Fangio, gli anni ’70 con Lauda, i ’90 con Senna.
Con il Gran Premio di Abu Dhabi cala il sipario sul settimo decennio della storia della Formula 1, quello dei domini: prima Red Bull, con Sebastian Vettel, poi quello Mercedes, con Lewis Hamilton.
Sono loro i due grandi protagonisti, che dal Gran Premio del Bahrain del 2010 fino allo scorso Gp di Abu Dhabi hanno portato a casa 9 titoli mondiali su 10, lasciando le briciole agli altri (leggasi Nico Rosberg).

I ferraristi hanno vissuto questi anni tra alti (pochi, pochissimi) e bassi: i titoli sfiorati all’alba degli anni ’10 sono un bottino irrisorio per la Scuderia. Un record però, c’è: è la prima volta che a Maranello non portano a casa nessun titolo in un decennio completo. Non era mai successo nella storia della Scuderia, che persino nei bui anni ’80 e ’90 era riuscita a portare a casa il titolo costruttori.

E’ stato il decennio della Mercedes e di Lewis Hamilton, che con i suoi 6 mondiali conquistati ha la possibilità di pareggiare i 7 titoli di Michael Schumacher: un traguardo che fino a qualche anno fa sembrava irraggiungibile per chiunque.

È stato anche il decennio di Sebastian Vettel; giovane e a tratti irritante campione sulla lattina più veloce del mondo prima, idolo delle folle maranellesi dopo.
I suoi trionfi con la sorprendente Red Bull dal 2010 al 2013 sono stati ottenuti per ben due volte con largo anticipo sulla fine del campionato, alla faccia degli amanti delle lotte fino all’ultima gara.

E’ stato, nel bene e nel male, il decennio della sicurezza: abbandonate la maggior parte delle vie di fuga in ghiaia, resi più severi i crash test e introdotto l’halo, la vera rivoluzione in questo settore.

Ma quando tutto sembrava perfetto, quando grazie alla tecnologia e alle rigide norme di sicurezza tutti pensavano di aver sconfitto il pericolo in pista, ecco che torna la morte. A distanza di vent’anni da Senna, le lacrime del circus furono per l’indimenticato Jules Bianchi, vittima incolpevole di un mezzo che in pista non doveva esserci. Una vita spezzata in una lunga piega a sinistra di Suzuka, in un pomeriggio cupo e piovoso.
Circostanze altrettanto sfortunate hanno portato alla morte in Formula 2 del talento Renault e campione Gp3 Antoine Hubert, quest’anno a Spa.

Finisce un decennio che ci ha lasciato domini ma che ha portato con sé vite umane. Non resta che sperare che il nuovo decennio, più che nello spettacolo, continui ad investire tempo e risorse per la sicurezza dei piloti.

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