Viaggio distruzione a Mara-Nello

Qual è il più grande sogno di ogni appassionato di auto? Visitare la sede della Dacia, ovviamente! Ma noi ci siamo dovuti accontentare della Ferrari, che ha risposto alle nostre mail contenenti minacce e senza battere ciglio ci ha invitato nei luoghi più segreti dell’azienda.

Con la nostra troupe composta da me medesimo, me stesso e il sottoscritto, ci siamo recati a Maranello, paesino il cui nome deriva, secondo le nostre fonti, dai due fondatori, Mara e Nello. Ferrari.

Nonostante la domanda su chi fossero questi due soggetti ci attanagli da un po’, ci avviamo verso il luogo prestabilito e dopo aver parcheggiato l’auto in doppia fila, raggiungiamo l’ingresso dell’edificio.


Ad accoglierci è John; un passato tra animatore turistico e tossicodipendenza e un viso da elfo Disney, che qui tutti chiamano ironicamente “Presidente“.

Il simpatico elfo con lo stesso carisma di un termosifone in ghisa ci guiderà per tutta la nostra visita, così cerchiamo subito una risposta al quesito che ci siamo posti fin da quando abbiamo varcato le soglie di questo paesino: “Signor Presidente, ma il nome Maranello è dovuto ai due fondatori Mara e Nello?“.

fanta f1

John, col suo tipico sorriso da Topo Gigio, sorride e va avanti senza rispondere. La nostra sensazione è che la risposta non la sapesse nemmeno lui. Vabbè, per il momento i nostri dubbi permangono ma proseguiamo la visita.

Notiamo che il Presidente, al quale è evidentemente stata riferita la nostra disavventura al reparto motori Renault, si tiene ben lontano dal farcelo visitare. Da lontano riusciamo comunque a captare degli odori inequivocabili: è pompelmo!

Di come si faccia un’ala in fibra di carbonio frega il giusto, per cui approfittiamo di una rissa scoppiata tra due dipendenti che affermano di essere i piloti e prendiamo in mano la situazione esplorando in piena autonomia. Ferrari.

Salta all’occhio una enorme sala piena di computer. “Reparto progettazione aerodinamica” recita il cartello accanto alla porta. A prima vista sembra vuota e abbandonata da anni, così ci accomodiamo in uno dei tanti computer a disposizione degli ingegneri e giochiamo a Pinball come un impiegato statale qualunque.

Ma all’improvviso arriva un’idea geniale: perchè non trasferire nella nostra pen drive da 4 Gigabyte i progetti della SF 1000? Detto fatto! Ora per sicurezza formattiamo i pc, non vogliamo lasciare tracce di tutto ciò.


Proseguiamo la visita avviandoci verso i bagni aziendali; qui troviamo della splendida carta igienica nella quale è stampato il viso di un uomo di colore. È difficile identificarlo per bene ma… si, sembra proprio lui! È la faccia di Carlo Conti!

La zingara all’uscita della toilette, mentre chiede la classica monetina post-pisciata, ci tiene a precisare che quello non era Carlo Conti ma uno che ha vinto sei mondiali di Formula 1.

Le crediamo sulla parola e dopo aver beatamente ignorato la sua richiesta di denaro, sentiamo un piccolo buco allo stomaco che riempiamo immediatamente bevendo dell’olio motore Shell e delle lasagne pronte per la mensa dei dipendenti. Accoppiata vincente per tornare subito a far visita alla carta igienica di Carlo Conti.

Giunti finalmente nella sala trofei, i nostri occhi iniziano a brillare! È emozionante avere in mano il trofeo di Leclerc a Monza 2019, ma purtroppo casca sbadatamente dentro lo zaino e diventa il souvenir che stavamo cercando. Starà benissimo nella mensola di casa accanto al Power Ranger rosa e al poster di Vitantonio Liuzzi.

Ma un piccolo imprevisto sembra sbarrare la strada al nostro trofeo: è talmente ingombrante che l’addetto alla sicurezza ci nota e chiede di aprire lo zaino. Ma nessuna paura, sganciamo una bella banconota da 100€ e la security dimenticherà di averci notati.

Arriviamo così nella sala più attesa: lo store ufficiale del merchandising. Molto carina la maglia originale di Leclerc, ma alla bancarella del mercatino ne ho presa una simile a 5 euro. Mi sa che la maglia Ferrari vado a comprarla da Abdul: mica ve li posso pagare io gli stipendi dei piloti.

È stata una grandiosa giornata, che ci ha fatto fatto vedere da vicino tanti aspetti inediti di questo mondo. Abbiamo scoperto tante cose, ma non abbiamo ancora capito se il paese è stato fondato veramente da Mara e Nello.

Flop 10: il meglio del peggio della stagione 2020 di F1

Seguici anche su Instagram @FlopGear.it

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*