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Stefano De Martino e l’auto italiana da capogiro: il valore va oltre i 100 mila euro, è un gioiello senza tempo

Una Fiat 600 Jolly Ghia degli anni Sessanta color azzurro senza portiere, con interni in vimini e capote surrey sfrangiata, simile al modello guidato da Stefano De Martino e dal valore superiore ai 100.000 euro
Una Fiat 600 Jolly Ghia degli anni Sessanta color azzurro senza portiere, con interni in vimini e capote surrey sfrangiata

La Fiat 600 Jolly Ghia di Stefano De Martino vale oltre 108.000 euro: la spiaggina Ghia degli anni Cinquanta, nata per volere di Gianni Agnelli.

Stefano De Martino ha una passione per le auto che non ha mai nascosto, ma una certa foto condivisa sui social ha catturato l’attenzione non solo dei fan del conduttore. La vettura a bordo della quale è stato fotografato è qualcosa che la maggior parte delle persone non vedrebbe nei propri garage nemmeno in sogno: una Fiat 600 Jolly Ghia color azzurro mare, senza portiere, con interni in vimini e capote surrey sfrangiata. Un’auto che non si guida, si esibisce, e che vale una cifra che fa girare la testa.

Nata da un’idea di Gianni Agnelli: la storia della Jolly

La storia della Fiat 600 Jolly comincia con un uomo che aveva il gusto delle cose belle e il potere di farle realizzare. Gianni Agnelli, presidente della Fiat, voleva un’auto piccola, elegante, facilmente trasportabile a bordo del suo yacht e perfetta per gli spostamenti nelle rinomate località balneari frequentate dall’aristocrazia italiana e internazionale. La Fiat 600, già simbolo del miracolo economico italiano degli anni Cinquanta, venne trasformata dalla carrozzeria milanese Ghia in qualcosa di completamente diverso: niente portiere, sedili in vimini intrecciato, una capote con frangia che richiamava le cabine degli stabilimenti balneari e una vernice nelle tinte più vivaci del campionario, dall’azzurro al rosso corallo al giallo limone.

Il risultato fu soprannominato “spiaggina” e divenne immediatamente un oggetto di culto tra chi poteva permetterselo: piccola, leggera, capace di scendere dalla barca e girare per i vicoli di Portofino, Capri o Forte dei Marmi con una leggerezza che le berline più costose non avevano. Agnelli ne era così affezionato da farla diventare una sorta di simbolo del suo stile personale, e molte fotografie dell’Avvocato la ritraggono proprio alla guida della sua Jolly bianca.

Stefano De Martino al volante di una Fiat 600 Jolly Ghia, la spiaggina italiana nata per volere di Gianni Agnelli di cui sopravvivono poche centinaia di esemplari al mondo

Stefano De Martino al volante di una Fiat 600 Jolly Ghia

Il valore: 108.000 euro all’asta, e il mercato non smette di salire

Le Fiat 600 Jolly Ghia originali prodotte tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta erano già poche allora. Oggi, a distanza di oltre sessant’anni, il numero di esemplari sopravvissuti in buone condizioni è ulteriormente diminuito: al mondo ne esistono ancora poche centinaia, distribuite tra collezionisti privati, musei dell’automobile e aste internazionali. Una Fiat 600 Jolly Ghia del 1961 color baby blue, senza portiere e con gli interni in vimini e la capote surrey sfrangiata, è stata battuta all’asta nel 2016 durante la Monterey Car Week, uno degli appuntamenti più importanti del collezionismo automobilistico mondiale, per la cifra di 108.000 euro.

Il mercato delle auto d’epoca di questa tipologia non ha mai smesso di crescere: la combinazione di rarità, storia, design immediatamente riconoscibile e legame con un’epoca irripetibile del Made in Italy ha reso le Jolly una delle vetture più desiderate dai collezionisti di tutto il mondo. Non è insolito trovare esemplari particolarmente ben conservati quotati tra i 120.000 e i 150.000 euro, con alcune versioni speciali che in asta hanno superato queste cifre.

Il design che non invecchia: vimini, frangia e niente portiere

La scelta di eliminare le portiere non era una dimenticanza del carrozziere, ma una dichiarazione estetica precisa. La Jolly era pensata per un utilizzo balneare, dove salire e scendere con agilità era più importante di qualsiasi protezione laterale, e dove la brezza marina doveva poter circolare liberamente. Gli interni in vimini richiamavano la tradizione artigianale delle sedute da giardino e da veranda, perfettamente in linea con l’estetica del litorale italiano dell’epoca agnelliana. La capote surrey sfrangiata completava il quadro con quella nota di eleganza un po’ eccentrica che era la firma dello stile dell’Avvocato.

Il risultato è un’auto che oggi, fotografata su qualsiasi strada o lungomare, attira immediatamente l’attenzione. Non per dimensioni o per rumore, ma per quella qualità rara di essere riconoscibile a colpo d’occhio, capace di raccontare un’intera stagione della storia italiana senza bisogno di spiegazioni. Il fatto che Stefano De Martino abbia scelto di farsi fotografare a bordo di uno di questi esemplari dice qualcosa sul suo gusto: c’è chi insegue la potenza, chi la rarità, e chi sa che certe cose diventano icone proprio perché non cercano di impressionare nessuno.

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