Italia, arriva l’ennesima beffa: e Stellantis se la ride

Stellantis fa spesso e volentieri parlare di sé, questa volta è avvenuto indirettamente: ecco di cosa si tratta.

Stellantis rappresenta uno dei gruppi automobilistici più rilevanti e importanti in assoluto, logico quindi che spesso e volentieri faccia parlare di sé. Certo, nelle ultime settimane le motivazioni che hanno portato il brand italo-franco-statunitense a essere sulla bocca di tutti non sono esattamente positive.

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John Elkann (AnsaFoto) – Flopgear

Pensiamo alla situazione legata ad alcuni stabilimenti italiani, come Mirafiori, o al rapporto mai così tanto teso con il governo italiano.

Ricordiamo che l’Italia punta a tornare a realizzare almeno un milione di auto all’anno, anche se Stellantis non pare chissà quanto intenzionata a raggiungere questo ambizioso traguardo. Ed ecco, allora, che Giorgia Meloni e il resto del governo hanno deciso di vagliare altre strade. Il che al momento non ha portato a chissà quali risultati, come stiamo per vedere all’interno di questo articolo.

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Nelle ultime settimane, girava voce che BYD – colosso cinese dell’auto – fosse stata contattata direttamente dal governo italiano per l’apertura di una fabbrica sul nostro territorio, tuttavia pare che il brand in questione sceglierà tutt’altra destinazione per la sua nuova fabbrica europea. Dopo la situazione venutasi a creare con Stellantis, non sembra proprio che le cose vadano tanto meglio ai leader politici nostrani.

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BYD, nuova fabbrica: le novità (flopgear.it – Ansa)

A confermare il tutto ci ha pensato Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD Company, che ha motivato questa scelta precisando che una sola fabbrica in Europa non è sufficiente per servire il mercato europeo e che la costruzione di un secondo stabilimento sia più che mai necessaria. Dopo il primo in Ungheria, il secondo sito di produzione potrebbe fiorire in Spagna. In ogni caso, comunque BYD non ha ancora preso una decisione definitiva. L’Italia non è ancora stata scartata in tal senso, così come Germania e Francia. Il nuovo impianto si occuperà quasi sicuramente di batterie.

Si tratta dunque di una struttura strategica, considerando l’importanza di lavorare a più stretto contatto possibile con il vecchio continente nel contesto della produzione di batterie. In ogni caso, BYD non può fermarsi a riflettere più di tanto sul da farsi. L’Unione Europea alzerà presto i dazi doganali per quanto riguarda l’importazione di veicoli elettrici cinesi in Europa. Prima che questo accada, e conseguentemente Cina ed Europa si allontanino ancor più di quanto non siano già distanti adesso, BYD vuole offrire a uno Stato membro dell’UE l’opportunità di creare molti posti di lavoro e portare le proprie competenze all’interno dello stesso.

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