Il mercato auto europeo di settembre 2026 ha chiuso con un segnale che difficilmente si può ignorare: +10,2% di immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in un contesto dove i rapporti di forza tra costruttori storici e nuovi entranti si stanno ridisegnando a una velocità che pochi avevano previsto. I numeri raccontano una storia complessa — fatta di recuperi insperati, crolli silenziosi e avanzate che un anno fa sembravano fantascienza.
Stellantis torna a crescere, ma con geometrie variabili
Il gruppo Stellantis archivia settembre con una performance positiva, anche se i dati cambiano a seconda del perimetro geografico considerato. Sul mercato italiano il gruppo segna un +7,3%, mentre allargando lo sguardo all’area EU-EFTA-UK la crescita si assesta a un più contenuto +4,5%. Non è una contraddizione: riflette semplicemente la diversa composizione della domanda nei singoli mercati e il peso specifico di certi modelli in determinati Paesi.
A trainare il gruppo, in Italia, sono soprattutto due marchi che avevano bisogno di aria fresca. Fiat mette a segno una crescita che oscilla tra il +28% e il +29% a seconda della fonte — una variazione minima che non cambia la sostanza: il marchio torinese sta recuperando terreno con decisione. Ancora più netta la rimonta di Peugeot, che segna un +34,1%: un balzo che premia le scelte di gamma degli ultimi mesi e suggerisce che la domanda per i modelli del Leone stesse aspettando le condizioni giuste per manifestarsi.
Questi numeri sono rilevanti non solo in sé, ma perché arrivano dopo mesi in cui Stellantis era finita sotto i riflettori per ragioni tutt’altro che positive — cali di quota, tensioni con la rete di concessionari, riorganizzazioni interne. Settembre offre una prima risposta concreta, anche se un solo mese non basta a tracciare una tendenza stabile.
Volkswagen in controtendenza: -4,1% mentre il mercato sale
Non tutti i costruttori hanno cavalcato l’onda. Volkswagen chiude settembre con un -4,1% nelle immatricolazioni europee — un dato che pesa doppio perché arriva in un mese in cui il mercato complessivo è cresciuto di oltre dieci punti percentuali. Perdere quota quando il settore accelera significa che altri stanno guadagnando proprio a tue spese.
Il gruppo di Wolfsburg sta attraversando una fase di transizione delicata, tra la riorganizzazione dell’offerta elettrica, le pressioni sui costi e la concorrenza cinese che morde anche nei segmenti tradizionalmente considerati al sicuro. Settembre non è un caso isolato, ma un tassello di un quadro che il gruppo sta cercando di ricomporre con urgenza.
BYD e i produttori cinesi: la crescita che riscrive gli equilibri del mercato auto europeo
Qui i numeri smettono di essere statistiche e diventano geopolitica industriale. I costruttori cinesi hanno registrato una crescita aggregata del +113,2% in Europa nel mese di settembre 2026 — più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una progressione che non ha precedenti nella storia recente del settore automobilistico europeo.
Al centro di questa avanzata c’è BYD, che segna un +108,8% e — dato forse ancora più significativo — ha superato Tesla nelle vendite all’interno dell’Unione Europea per il secondo mese consecutivo. Non si tratta di un sorpasso episodico: è la conferma di un posizionamento che il marchio di Shenzhen sta costruendo con metodo, lavorando su gamma, prezzi e rete di distribuzione.
→ Leggi anche: Mercato auto Europa settembre 2026: Stellantis e Renault guidano la crescita da capogiro del 10,2% — ecco chi vince e chi perde
La crescita di BYD va letta anche nel contesto dei dazi europei sulle auto elettriche cinesi, introdotti per rallentare proprio questa avanzata. I numeri di settembre suggeriscono che, almeno per ora, l’effetto frenante è stato parziale. I costruttori cinesi hanno risposto con aggiustamenti di prezzo, accordi locali e una presenza commerciale sempre più strutturata nei mercati chiave del continente.
Tesla: crescita robusta, ma con numeri che dipendono dalla lente usata
Il caso Tesla merita una nota metodologica. A seconda del perimetro di analisi, la crescita del marchio californiano in settembre varia in modo significativo: +47% se si considera il mercato italiano, +71,1% guardando all’intera Europa. Non è un errore — è la differenza tra un dato nazionale e uno continentale, e vale la pena tenerla a mente quando si leggono titoli che citano percentuali senza specificare il contesto geografico.
In ogni caso, la direzione è chiara: Tesla cresce, e lo fa in modo robusto. Il recupero rispetto ai mesi precedenti è reale, anche se il sorpasso di BYD nelle vendite UE introduce un elemento di competizione diretta che fino a poco tempo fa sembrava improbabile. I due marchi si stanno contendendo lo stesso spazio — quello dell’electric vehicle premium e semi-premium — con strategie molto diverse: Tesla punta sull’ecosistema software e sulla rete Supercharger, BYD sulla varietà di gamma e sulla competitività di prezzo.
Cosa raccontano davvero i dati di settembre
Leggere il mercato auto europeo di settembre solo attraverso le percentuali di crescita sarebbe riduttivo. Quello che emerge è uno scenario in cui la domanda complessiva è tornata a salire, ma la distribuzione dei benefici è tutt’altro che uniforme. Chi ha saputo rinnovare la gamma — o chi arriva con prodotti nuovi e prezzi competitivi — cresce in doppia cifra. Chi è ancora appesantito da una transizione incompleta o da problemi strutturali vede il mercato salire senza riuscire a salirci sopra.
Il mese di settembre è tradizionalmente importante per le immatricolazioni europee, spesso influenzato da dinamiche legate ai fine anno fiscale e ai target commerciali delle case. Per questo i dati vanno sempre contestualizzati nel trend dei mesi precedenti e in quello che ci si aspetta per il quarto trimestre. Quello che è certo è che la mappa competitiva del settore automobilistico europeo sta cambiando — e settembre 2026 ne offre un’istantanea particolarmente nitida. Per chi vuole seguire i dati aggregati di immatricolazione con regolarità, l’ACEA pubblica mensilmente le statistiche ufficiali per il mercato europeo, distinte per costruttore e per Paese.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








