Monza: poco rally, molto show

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L’evento più atteso del dicembre motoristico è arrivato: il Monza Rally Show. Ma cos’è esattamente? Se dovessimo spiegarlo ad un bambino, dovremmo partire da una breve analisi del nome dell’evento.

Monza: l’autodromo, il tempio della velocità, un nastro d’asfalto di cinque chilometri e mezzo che ha fatto la storia delle corse.

Rally: specialità automobilistica in cui un equipaggio si cimenta in strade tortuose, sconnesse e insidiose, mettendo a dura prova le capacità di guida in situazioni estreme.

Show: spettacolo. Come un talk show, uno spettacolo teatrale; non frutto d’improvvisazione degli attori o della casualità degli eventi, ma programmato nei dettagli e nell’esito finale.

Ecco, ora ci domandiamo: cosa c’entrano tra di loro questi elementi così diversi? Perché ha così tanto seguito tra pubblico e media?
Proviamo a dare una risposta.

L’onnipresente sponsor Monster ha per anni avuto il dominio pubblicitario della kermesse. Proprio gli anni in cui Valentino Rossi è stato capace di battere fior fior di rallysti professionisti, tra i quali Thierry Neuville (cinque volte vicecampione del mondo Wrc) e Paolo Andreucci (undici volte campione italiano).

Robert Kubica, uno che coi rally, quelli veri, ha rischiato la vita, disse qualche anno fa, a proposito del Monza Rally Show: “Sono successe delle cose che in una gara normale non sarebbero mai passate lisce“. E riguardo all’auto del vincitore di quell’edizione, Valentino Rossi, disse: “Una Fiesta WRC che fa quel rumore e che va così forte in rettilineo non l’avevo mai vista“. Proprio Kubica guidava una vettura gemella: evidentemente sapeva benissimo di cosa stava parlando…

L’inevitabile attrazione delle Wrc e di nomi altisonanti ha il loro peso, certo, così come lo hanno i grandi sponsor, senza i quali, ne siamo certi, anche i piloti di medio calibro si terrebbero lontani da una manifestazione creata ad hoc per riempire le tasche dell’autodromo e qualche palmarès. Nulla di illecito, certo. Una gradevole passerella semi-agonistica di belle auto e ottimi piloti. Ma non chiamatelo Rally.

Uno show a favor di televisioni, giornali e soprattutto sponsor.
Già, sponsor. Come Monster Energy, che per l’ edizione 2019 è inspiegabilmente assente. Stesso curioso destino di Valentino Rossi, il quale, visti i suoi eccellenti risultati contro i campioni del mondiale rally, chissà se un giorno, tolto il caso da motociclista, non andasse a prendersi quel titolo Wrc che, albo d’oro del Rally di Monza alla mano, sembrerebbe davvero alla sua portata.

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