Stellantis, è già deciso l’addio all’Italia: le parole non lasciano dubbi

Il gruppo Stellantis sta lasciando man mano l’Italia, ed ora emergono nuovi indizi spaventosi. Ecco la situazione in questo gruppo.

Sono settimane di grande tensioe quelle che si stanno vivendo tra il governo italiano ed il gruppo Stellantis, tra richieste di incentivi negate e minacce di addio al nostro paese da parte della controllata di John Elkann. La holding multinazionale olandese sta riducendo la produzione in alcuni nostri stabilimenti, con diverse notizie emerse nelle ultime settimane che hanno messo in allarme lavoratori e sindacati.

Stellantis addio all'Italia
Stellantis (flopgear.it)

Stellantis ha infatti rinviato la produzione della nuova Fiat 500 Elettrica e della Maserati Quattroporte ad emissioni zero, che dovrebbero nascere a Mirafiori. La nuova Fiat Panda nascerà in Serbia, così come alla Alfa Romeo Milano toccherà la Polonia. Per l’Italia non è certo una notizia positiva, ed ora arrivano nuove indiscrezioni che non migliorano affatto la situazione. Per quanto riguarda Torino, infatti, i segnali di rottura provengono da molto lontano, e lasciano poche speranze.

Stellantis, gli ultimi sviluppi spaventano l’Italia

Sulle colonne de “Il Fatto Quotidiano“, è apparso un approfondimento molto interessante, che fotografa la situazione di Stellantis in quel di Torino, che ormai potremmo definire come la ex patria dell’automobile in Italia, dove la Fiat ha scritto la sua storia per oltre un secolo. Il disimpegno della holding multinazionale olandese è ormai cosa nota, e secondo la fonte, sarebbe un fatto già stabilito da parecchio tempo, che di certo non potrà cambiare in futuro.

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Fiat in mostra (Stellantis) – FlopGear.it

Il primo segnale negativo è stata la chiusura, avvenuta pochi mesi fa, dello stabilimento di Grugliasco, ex Bertone e che il grande Sergio Marchionne aveva deciso di riportare in vita mentre occupava la carica di amministratore delegato della Fiat. L’autore dell’articolo ha puntato il dito sul pesante taglio di 40.000 posti di lavoro avvenuto nell’ultimo decennio, processo che si è accentuato dal 2021 in avanti, ovvero, da quando FCA e PSA hanno unito le forze, dando origine alla holding multinazionale olandese.

Di soluzioni, a questo punto, sembrano essercene davvero poche, all’interno di quella che è una situazione pericolosa per la nostra industria. Un’idea potrebbe essere quella di favorire le realtà più importanti della zona per condurre una rinascita della produzione, ma va detto che la vecchia gestione della Fiat, intesa come sua ex dirigenza, non si è mai imposta per preservare il nostro patrimonio automobilistico, e questa è una realtà che, in nessun modo, può essere smentita, data la gravità della situazione.

Come anche noi abbiamo sottolineato in queste settimane, Stellantis è venuta a comandare ed a dettare ordini, ed ora appare fin troppo tardi per cambiare le carte in tavola. Il disimpegno in Italia è cosa fatta, e non basta l’annuncio relativo alla produzione di cinque nuove auto elettriche nel sito di produzione di Melfi per rassicurare l’ambiente. A Torino, con la crisi di Mirafiori e la riduzione del personale, la fuga è ormai in atto, e pensare ad un’inversione di tendenza non è poi così realistico. Vedremo se, in chiave futura, un intervento statale o nuovi investimenti faranno il miracolo.

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