La Mercedes GLB 250 si aggiorna con una soluzione tecnica che arriva direttamente dalle corse: il nuovo motore M252 LS, un quattro cilindri da 1,5 litri abbinato a un sistema di turbo elettrico alimentato a 48 volt, trasforma il SUV compatto della stella in qualcosa di decisamente più sofisticato di quanto la cilindrata lasci intuire. Con 231 CV totali e una riduzione delle emissioni del 17% rispetto al precedente, la Mercedes GLB 250 con turbo elettrico segna un passaggio concreto verso una motorizzazione ibrida leggera di nuova generazione — e la tecnologia alla base ha radici che pochi si aspetterebbero da un SUV familiare.
Il motore M252 LS: un 1.5 che non si comporta come un 1.5
Il cuore del nuovo sistema è il propulsore M252 LS, un quattro cilindri da 1.500 cc che, sulla carta, potrebbe sembrare una scelta orientata più al risparmio che alla performance. In realtà, la combinazione con il mild hybrid a 48 volt cambia radicalmente il quadro: il sistema elettrico aggiunge 31 CV di assistenza al motore termico, portando la potenza complessiva a 231 CV. Non si tratta di un contributo marginale — 31 CV equivalgono a circa il 13% della potenza totale del sistema, e arrivano esattamente nei momenti in cui un turbo tradizionale faticherebbe di più: nelle accelerazioni da bassa velocità, nei sorpassi, nei cambi di ritmo improvvisi.
Il risultato pratico è una risposta ai comandi molto più pronta rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un motore di questa cilindrata. Il turbo lag — quella fastidiosa pausa tra il piede sull’acceleratore e la risposta del motore, tipica dei turbocompressori tradizionali — viene praticamente eliminato grazie all’intervento elettrico immediato. È un vantaggio che chi guida in città o su strade a scorrimento veloce percepisce in modo diretto, non solo sui fogli tecnici.
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La tecnologia deriva dalla Formula 1: cosa significa davvero
La frase “derivato dalla Formula 1” viene usata spesso nel marketing automobilistico, a volte con qualche libertà interpretativa. In questo caso, però, il legame è tecnico e verificabile: il turbocompressore elettricamente assistito del nuovo M252 LS condivide il principio di funzionamento con i sistemi sviluppati da Mercedes per i propri motori di Formula 1. L’idea di base è la stessa — un motore elettrico integrato nell’asse del turbocompressore che può sia accelerare le pale della turbina (eliminando il ritardo di risposta) sia recuperare energia dai gas di scarico per ricaricare il sistema a 48 volt.
Questo secondo aspetto è particolarmente interessante: il turbo elettrico della GLB 250 recupera energia dai gas di scarico, trasformando quello che normalmente sarebbe calore disperso in elettricità utile. È un ciclo virtuoso che contribuisce direttamente alla riduzione dei consumi e, di conseguenza, delle emissioni. Il dato ufficiale parla di un calo del 17% rispetto al motore precedente — una cifra significativa per un’auto che rimane a tutti gli effetti un veicolo con motore a combustione interna.
Il sistema a 48 volt che alimenta tutto questo non è un’architettura nuova nel panorama automotive, ma la sua applicazione specifica al turbocompressore rappresenta un salto qualitativo rispetto ai classici mild hybrid che si limitano ad assistere il propulsore durante le fasi di accelerazione o a recuperare energia in frenata.
La GLB 250 4MATIC: prima della classe con il nuovo motore
La GLB 250 4MATIC è la prima vettura in assoluto a montare il nuovo M252 LS. Questo la rende un banco di prova importante per Mercedes, che ha scelto un SUV compatto — uno dei segmenti più competitivi del mercato europeo — per introdurre questa architettura. La GLB, con la sua impostazione pratica, i sette posti opzionali e la trazione integrale, è esattamente il tipo di auto che deve dimostrare come efficienza e prestazioni non siano in contraddizione.
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La scelta di partire dalla 4MATIC — la versione a trazione integrale — non è casuale: è la variante che affronta i carichi più impegnativi, dove la gestione intelligente della coppia e la risposta pronta del motore fanno la differenza in modo più percettibile. Portare una tecnologia derivata dalle monoposto di Formula 1 su un SUV familiare a trazione integrale è anche un messaggio preciso sul posizionamento della gamma Mercedes nei prossimi anni.
Per chi vuole approfondire i dettagli tecnici del sistema, Tom’s Hardware Automotive ha analizzato il meccanismo di recupero energetico del turbo elettrico con particolare attenzione ai valori di potenza recuperata dai gas di scarico.
Cosa cambia nella pratica per chi guida
Al di là delle specifiche tecniche, vale la pena ragionare su cosa porta concretamente questo sistema a chi la guida ogni giorno. Tre aspetti emergono con chiarezza:
- Risposta immediata: l’assistenza elettrica del turbo elimina il ritardo tipico dei turbocompressori, rendendo il motore reattivo anche a bassa velocità di rotazione.
- Emissioni ridotte del 17%: un dato rilevante sia per chi vuole contenere l’impatto ambientale, sia in prospettiva delle normative sulle emissioni che continuano a inasprirsi in Europa.
- Recupero energetico attivo: il turbo non consuma soltanto energia, ma ne recupera dai gas di scarico, contribuendo all’efficienza complessiva del sistema senza richiedere nulla di aggiuntivo al guidatore.
La Mercedes GLB 250 con turbo elettrico a 48 volt rappresenta un approccio maturo alla motorizzazione ibrida leggera: non promette l’autonomia di un BEV né la semplicità di un motore termico tradizionale, ma offre un equilibrio concreto tra prestazioni, efficienza e praticità quotidiana. Il fatto che questa tecnologia arrivi direttamente dall’ingegneria di Formula 1 e debba ora dimostrare il proprio valore su una strada di campagna o in un parcheggio affollato è, in fondo, la sfida più interessante che Mercedes si sia data con questo motore.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








